E’ SOLO UNA STORIA ROMANA _ ER NATALE

All’Uomo terreno appartengono le disposizioni del cuore, ma da DIO viene la risposta della lingua.
Eccolo la, pronto con i suoi calzoncini corti, i calzettoni, le scarpe, il grembiule di colore blu con il colletto rigido ed il farfallone bianco, un giacchettino di colore marrone e la cartella a tracolla.
Era il 24 Dicembre 1964.
I ricordi nella sua mente, vivi come mai passati.
All’entrata, prima di salire i gradini per entrare in classe lì all’angolo sulla destra il Presepe, si fermava sempre a guardarlo.
Le montagne, la neve fatta con la farina, la stalla, il muschio, i pastori con le greggi, le casette del villaggio e li la stalla, la mangiatoia vuota, Giuseppe e Maria con gli angeli ed il cielo stellato.
Il suono della campanella,le lezioni finite, le vacanze di Natale, i compiti da fare a casa.
La giornata terminò con un frullato di uova e caffè e mezza ciriola. (pane romano, tipo piccolo sfilatino) a letto.
Un raggio di sole baciò il suo viso, si svegliò che sorpresa, che felicità, lì all’angolo della cucina un albero di natale tutto addobbato alto, toccava il soffitto e sotto l’albero piccoli doni, aeroplanini e soldatini.
Provò una grande felicità una gioia unica, Babbo Natale si era ricordato anche di lui.
Oggi dopo cinquantuno anni, quando ritorna a casa dal lavoro e abbraccia i suoi figli e sua moglie ritrova quella gioia e quella felicità.