FRONTE NAZIONALE POPOLARE

1 _ Coloro che parlano di umanità, di diritto alla fortuna, di progresso dell’umanità sono la parte oscura della nazione. Non possono essere presi in considerazione.
2 _ Le rovine non bastano a seppellire il nostro decadimento morale
3 _ Cammina soltanto per le vie indicate dall’onore
4 _ Nobile padre è forte il nostro sogno affinché gli Italiani non perdano coraggio
5 _ Solo i vili hanno paura
6 _ L’amore per il proprio paese non può essere processato
7 _ Il lupo non perde il sonno per l’opinione di una pecora
8 _ Ama il tuo paese difendi la tua famiglia
9 _ Solo la storia la nostra cultura la nostra fede
10 _ Per la patria per la nazione presenti
11 _ Potete cucire le nostre labbra non i nostri cuori
12 _ Il lavoro la nostra trincea la dignità il nostro onore
11 _ Anche oggi abbiamo rinunciato al nostro egoismo, per amore del nostro Paese
12 _ Idee e volontà appartengono a pochi
13 _ La semplicità ci renderà liberi
14 _ Vinceremo le nostre debolezze se ameremo di nuovo il nostro paese
15 _ Se andrò per mare il mio corpo tornerà sospinto dalle onde, l’amore per il proprio paese non morirà mai
16 _ Rendiamo forti i nostri sogni, affinché l’Italia non perda coraggio
17 _ Noi la storia, noi la cultura, noi la fede, noi l’Italia
18 _ Un giorno la luce entrerà nella mente di tutti i fratelli, essi ritorneranno in amore è fedeltà
19 _ Noi coltiviamo l’uguaglianza, coltiviamo la libertà, coltiviamo l’onore
20 _ Lo stato sovrano ha le sue leggi che valgono al di sopra di regole che offendono la sua sovranità nazionale
21 _ Il sole si sta alzando ed io sono già sveglio per essere testimone della luce di questi tempi
22 _ Temprata di mille passioni la voce dell’Italia rimbomba come un tuono
23 _ Ho fame di uguaglianza ho sete di giustizia
24 _ Noi siamo l’Italia del lavoro della sofferenza del sacrificio dell’amore dell’ideale, scegli da che parte stare
25 _ Oggi sono i nostri poveri a segnare i confini del paese
26 _ Come spighe di grano mosse dal vento
27 _ Mai più vogliamo veder piangere i nostri vecchi, mai più
28 _ L’imbrunire che torni il sole. Che splenda sul nostro paese
29 _ La nostra lotta politica un rinnovamento di civiltà
30 _ La redenzione, l’acquisizione di manifestare il nostro dissenso popolare
31 _ Nella storia l’esempio, nella lotta la pratica
32 _ Partiti e Movimenti non sono nostro padre né nostro figlio
33 _ Donne e Uomini della Nazione : fatevi contagiare dal Patriottismo esso ci renderà migliori.
34 _ La nostra redenzione è l’acquisizione del diritto di Onorare noi stessi di fronte alla Nazione.
35 _ La Patria ci redime, non ci chiede chi siamo, non giudica chi eravamo ma chi siamo oggi.
36 _ Oggi di una cosa possiamo vantarci, di aver riscoperto la Patria perchè essa è l’idea, la novità politica l’unione di tutti gli Italiani.

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Ho iniziato questa passione da piccolo dalle basi come comi di cucina,lavare i piatti,preparare le verdure e pulire in continuazione. Introduction La passione è nata quando,come si dice marinavo la scuola e dalla dispensa della cucina di mia madre prendevo un po di olio,sale pepe e tre fette di pane e 2 pomodori da insalata, per la merenda. Mi ricordo che trovai una padella di ferro,la lavai e al Giannicolo il monte di Roma, dato che abitavo in vicolo del Leopardo al n.ro 2,mi preparai per la prima volta,come se dice a Roma n'a frega de bruschette ar pomodoro. Trastevere il quartiere più popolare di Roma negli anni 60. Eravamo come si dice popolani,mia madre mi lavava il calzoncini la sera per averli puliti la mattina. Si faceva merenda con una rosetta bagnata con l'acqua e po di zucchero. C'era fame e un amico di mio padre ci regalo un sacco di lenticchie,tre mesi a mangiare le lenticchie in tutti i modi possibili. Bisognava aiutare la famiglia per cui si iniziava presto a lavorare. Da ragazzino andavo spesso in un ristorante che si trovava vicino a piazza Ippolito Nievo,di fronte abitava un mio compagno di scuola agli Orti di Trastevere,vivevano ancora nelle baracche,io ero più fortunato. Insomma al ristorante lavavo e asciugavo bicchieri e tazzine,oggi ci sono le lavastoviglie.Ogni tanto mi si aggrippa un po la mano,sarà per non farmi dimenticare da dove provengo. La scuola di vita divenne importante nel lavoro che seguì. Lavoravo (premesso che se volevi imparare il mestiere in quel periodo non ti pagavano) presso il ristorante pizzeria Romolus era situato sotto il Ponte del Papa,via Gregorio VII e imparai a fare le PIZZE, lo in maiuscolo perché la pizza prima era un'altra cosa. Chi mi insegnò era un pizzaiolo molisano,azzo era proprio bravo. Preparava l'impasto per la sera alle 2,30 del pomeriggio,impastava con le mani fino a quando lo stesso si vellutava. Lo lasciava lievitare sino alle 6,30, poi impastava nuovamente e preparava piccole palline. Le stendeva con il mattarello,le condiva, vi garantisco così a Roma non si gustano più. Poi cambiai ad andai a lavorare in in un ristorante sempre in via Gregorio VII,entrai come aiuto cuoco e pizzettaro (scusate il dialetto) C'era una cuoca romana,mi insegnò un piatto che a Roma non fa più nessuno - tonnarelli Vecchia Roma(un giorno vi farò partecipi di questa grande ricetta),ricordate Antò, me diceva sempre:tu che hai qualità, quando cucini piatti romaneschi devi usare lo strutto dosato bene,e per i fritti lo strutto vegetale,l'olio extravergine usalo solo per condire a crudo. Era il 1973 il mio stipendio mensile di 120.000 lire. Di seguito,sempre per la fame di sapere,mi impiegai presso il Ristorante dei Pontefici. Lavoravo con la titolare,la mattina aiutavo su tutte le preparazione,il pomeriggio mi fermavo,preparavo l'impasto per le pizze alla maniera molisana,e se necessario anticipavo le preparazioni per il giorno successivo. Non finirò mai di ringraziarla era abruzzese,imparai tutta la sua cucina. Esperienza di vita unica,pasta ripiena,secondi tradizionali,pasta fatta a mano,consistenza,qualità etc. Il mio stipendio mensile 190.000 lire. Poi sono diventato proprietario, in comunione con la mia faglia di un ristorante che si trovava al quartiere Flaminio - Da Sergio alla Romanina - E tutta la mia esperienza la misi al servizio degli altri. Finalmente avevo il tempo di studiare,il pomeriggio andavo a scuola presi la licenza media - il diploma in ragioneria - e lingue - mi specializzai su 5 tipi di cucina,la passione non ti abbandona mai. La prima in assoluto, alto e basso Lazio,Toscana,Ligure,Piemontese e Sarda. Lasciai la cucina,per imparare a gestire la sala.Penso che se quello che proponi e buono, ma la gestione della sala e di basso profilo, cucinare bene non ha senso,tutto si deve compensare,qualità,servizio,accoglienza,cortesia,allegria conviviale e prezzi giusti. Non volevo scrivere un libro,ma giusto per fornirvi una conoscenza più dettagliata su me stesso, e su quelle esperienze che maturano il carattere. Bragging rights Cuoco più Direttore di Albergo I classe A ispettiva

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