FRONTE NAZIONALE POPOLARE _ RENDI LA PATRIA, DIO, RENDI L’ITALIA AGLI ITALIANI

Le parole di un Popolare: Nel deserto del mondo,possiate voi portare le Luce,la Verità e la Gioia che vi donerà il Signore Iddio!Angelo Freda.
Noi abbiamo l’obbligo di salvare il Paese, dobbiamo recuperare il terreno perduto insieme ai luoghi che fecero della nostra civiltà una luce nel mondo.
Molti sono i nostri giovani che si sono messi in viaggio in terre lontane e vi combattono, soffrono, amano.
Sebbene si muovano soprattutto per cercare un’opportunità negata dalla Patria.
Noi non vogliamo più una politica di rinunce per i nostri giovani, non possiamo, non dobbiamo lasciarli andare.
Creare per loro un futuro, combattendo e sacrificando Noi stessi.
Non è più tempo di passività, ma di lotta di coraggio di determinazione.
Appartiene agli Italiani la legittimità del possesso del suolo natio _ che appartiene a Dio _questa verità viene messa in dubbio da uomini politici che
odiano il proprio popolo.
Il massimo impegno consiste nell’esporsi volontariamente per combattere questi nemici.
Vogliamo comprendere come siamo giunti a tanto, partiremo da lontano cavalcando i cuori delle donne e degli uomini della Nazione.
Il nostro ragionamento parte dalla divulgazione della Costituzione Repubblicana, essa fu scritta con il sangue dei vinti, per questo motivo Noi non la
rinneghiamo, per questo motivo Noi la vogliamo mantenere integra nel suo insieme, per questo motivo Noi Popolari non daremo tregua a nessuno.
Da qui non si passa, chi è nemico del Popolo è nostro nemico.
Art.1 _ L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
COSA VUOL DIRE?
La Costituzione Repubblicana vuole dire : che lo Stato Italiano GARANTISCE AD OGNI INDIVIDUO L’EGUAGLIANZA DI FRONTE AL LAVORO E’ ALLA NAZIONE.
La Democrazia Cristiana che governò il paese dagli anni 50 agli anni 80, via ha garantito questo?
Chi governò il paese negli anni 90 via ha garantito questo?
Chi governa il paese nel terzo millennio fino ad oggi vi ha garantito questo?
Vi hanno garantito solo una nuova povertà, miseria, fame e guerre.
Oggi vogliono cambiare, perchè hanno firmato patti scellerati contro la Nazione, perchè hanno venduto la sovranità del Paese, perchè si sono venduti a peso d’oro.
Come potete credere ancora a questi aristocratici politici che sanno cavalcare solo il malcontento popolare? Come?
Nostro figlio che ha 16 anni, potrebbe cavalcarlo meglio di loro.
Noi parliamo ai cuori le nostre azioni future tempreranno gli animi degli ITALIANI.

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Ho iniziato questa passione da piccolo dalle basi come comi di cucina,lavare i piatti,preparare le verdure e pulire in continuazione. Introduction La passione è nata quando,come si dice marinavo la scuola e dalla dispensa della cucina di mia madre prendevo un po di olio,sale pepe e tre fette di pane e 2 pomodori da insalata, per la merenda. Mi ricordo che trovai una padella di ferro,la lavai e al Giannicolo il monte di Roma, dato che abitavo in vicolo del Leopardo al n.ro 2,mi preparai per la prima volta,come se dice a Roma n'a frega de bruschette ar pomodoro. Trastevere il quartiere più popolare di Roma negli anni 60. Eravamo come si dice popolani,mia madre mi lavava il calzoncini la sera per averli puliti la mattina. Si faceva merenda con una rosetta bagnata con l'acqua e po di zucchero. C'era fame e un amico di mio padre ci regalo un sacco di lenticchie,tre mesi a mangiare le lenticchie in tutti i modi possibili. Bisognava aiutare la famiglia per cui si iniziava presto a lavorare. Da ragazzino andavo spesso in un ristorante che si trovava vicino a piazza Ippolito Nievo,di fronte abitava un mio compagno di scuola agli Orti di Trastevere,vivevano ancora nelle baracche,io ero più fortunato. Insomma al ristorante lavavo e asciugavo bicchieri e tazzine,oggi ci sono le lavastoviglie.Ogni tanto mi si aggrippa un po la mano,sarà per non farmi dimenticare da dove provengo. La scuola di vita divenne importante nel lavoro che seguì. Lavoravo (premesso che se volevi imparare il mestiere in quel periodo non ti pagavano) presso il ristorante pizzeria Romolus era situato sotto il Ponte del Papa,via Gregorio VII e imparai a fare le PIZZE, lo in maiuscolo perché la pizza prima era un'altra cosa. Chi mi insegnò era un pizzaiolo molisano,azzo era proprio bravo. Preparava l'impasto per la sera alle 2,30 del pomeriggio,impastava con le mani fino a quando lo stesso si vellutava. Lo lasciava lievitare sino alle 6,30, poi impastava nuovamente e preparava piccole palline. Le stendeva con il mattarello,le condiva, vi garantisco così a Roma non si gustano più. Poi cambiai ad andai a lavorare in in un ristorante sempre in via Gregorio VII,entrai come aiuto cuoco e pizzettaro (scusate il dialetto) C'era una cuoca romana,mi insegnò un piatto che a Roma non fa più nessuno - tonnarelli Vecchia Roma(un giorno vi farò partecipi di questa grande ricetta),ricordate Antò, me diceva sempre:tu che hai qualità, quando cucini piatti romaneschi devi usare lo strutto dosato bene,e per i fritti lo strutto vegetale,l'olio extravergine usalo solo per condire a crudo. Era il 1973 il mio stipendio mensile di 120.000 lire. Di seguito,sempre per la fame di sapere,mi impiegai presso il Ristorante dei Pontefici. Lavoravo con la titolare,la mattina aiutavo su tutte le preparazione,il pomeriggio mi fermavo,preparavo l'impasto per le pizze alla maniera molisana,e se necessario anticipavo le preparazioni per il giorno successivo. Non finirò mai di ringraziarla era abruzzese,imparai tutta la sua cucina. Esperienza di vita unica,pasta ripiena,secondi tradizionali,pasta fatta a mano,consistenza,qualità etc. Il mio stipendio mensile 190.000 lire. Poi sono diventato proprietario, in comunione con la mia faglia di un ristorante che si trovava al quartiere Flaminio - Da Sergio alla Romanina - E tutta la mia esperienza la misi al servizio degli altri. Finalmente avevo il tempo di studiare,il pomeriggio andavo a scuola presi la licenza media - il diploma in ragioneria - e lingue - mi specializzai su 5 tipi di cucina,la passione non ti abbandona mai. La prima in assoluto, alto e basso Lazio,Toscana,Ligure,Piemontese e Sarda. Lasciai la cucina,per imparare a gestire la sala.Penso che se quello che proponi e buono, ma la gestione della sala e di basso profilo, cucinare bene non ha senso,tutto si deve compensare,qualità,servizio,accoglienza,cortesia,allegria conviviale e prezzi giusti. Non volevo scrivere un libro,ma giusto per fornirvi una conoscenza più dettagliata su me stesso, e su quelle esperienze che maturano il carattere. Bragging rights Cuoco più Direttore di Albergo I classe A ispettiva

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