LA DISTRUZIONE _ LA QUINTA COLONNA IN ITALIA

Marciamo nella forza e nelle libertà, per le privazioni che ci aspettano domani e che combatteremo con il nostro sacrifico, con nostra la fede, con la nostra risolutezza.
Vorremmo ritornare indietro nel tempo, a far visita ai grandi uomini che crearono la culla della civiltà, dell’arte e della cultura Italiana.
L’Italia allo stato attuale è minacciata non solo dall’asse Franco-Tedesco europeo ma da politici corrotti, venduti al miglior offerente, che non amano il proprio paese.
Se oggi non fossimo parte integrante dell’Europa, di fronte ad un nemico del genere un Esercito Italiano non servirebbe a niente.
Se contro l’Italia scendessero in campo le forze armate Franco_Tedesche, un Esercito Italiano, per forte che sia, non potrebbe far nulla.
Il rapporto di forze, nella migliore delle ipotesi sarebbe 1:10.
La lotta contro questa egemonia europea deve essere combattuta solo con soldati politici.
In questa battaglia l’Italia vincerà non contrapponendo i politici attuali, ma creando un clima politico ANTI EUROPEO.
Però i soldati politici che rappresentano l’Italia veramente attiva, sono nei piccoli partiti e movimenti del Fronte Popolare Patriottico.
Mi appello a loro affinché trovino una strada comune di unione è di lotta.
Sappiamo con certezza, che esistono donne e uomini all’interno delle Istituzioni Democratiche del paese e della società civile, che la pensano come Noi.
E ora che essi escano allo scoperto, con forza, coraggio è determinazione,che si impegnino alla lotta con il Fronte Popolare.
Chissà chi sarà il politico?
Chissà chi sarà il soldato?
Chi combatterà?
Crediamo con forza che l’Italia si riunirà, si fortificherà.
Crediamo che l’Europa tutta vada incontro a tempi difficili.
Per i popoli deboli e disuniti sarà terribile.
L’asse Franco_Tedesco si fortificherà di più, allora cominceranno a fare molte cose che si possono fare solo con la forza.
Quel giorno dovremmo essere già pronti contro di loro.
Noi dobbiamo ritornare ad essere una grande potenza, per dare al popolo Italiano un grande aiuto non solo teorico ma pratico.

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Ho iniziato questa passione da piccolo dalle basi come comi di cucina,lavare i piatti,preparare le verdure e pulire in continuazione. Introduction La passione è nata quando,come si dice marinavo la scuola e dalla dispensa della cucina di mia madre prendevo un po di olio,sale pepe e tre fette di pane e 2 pomodori da insalata, per la merenda. Mi ricordo che trovai una padella di ferro,la lavai e al Giannicolo il monte di Roma, dato che abitavo in vicolo del Leopardo al n.ro 2,mi preparai per la prima volta,come se dice a Roma n'a frega de bruschette ar pomodoro. Trastevere il quartiere più popolare di Roma negli anni 60. Eravamo come si dice popolani,mia madre mi lavava il calzoncini la sera per averli puliti la mattina. Si faceva merenda con una rosetta bagnata con l'acqua e po di zucchero. C'era fame e un amico di mio padre ci regalo un sacco di lenticchie,tre mesi a mangiare le lenticchie in tutti i modi possibili. Bisognava aiutare la famiglia per cui si iniziava presto a lavorare. Da ragazzino andavo spesso in un ristorante che si trovava vicino a piazza Ippolito Nievo,di fronte abitava un mio compagno di scuola agli Orti di Trastevere,vivevano ancora nelle baracche,io ero più fortunato. Insomma al ristorante lavavo e asciugavo bicchieri e tazzine,oggi ci sono le lavastoviglie.Ogni tanto mi si aggrippa un po la mano,sarà per non farmi dimenticare da dove provengo. La scuola di vita divenne importante nel lavoro che seguì. Lavoravo (premesso che se volevi imparare il mestiere in quel periodo non ti pagavano) presso il ristorante pizzeria Romolus era situato sotto il Ponte del Papa,via Gregorio VII e imparai a fare le PIZZE, lo in maiuscolo perché la pizza prima era un'altra cosa. Chi mi insegnò era un pizzaiolo molisano,azzo era proprio bravo. Preparava l'impasto per la sera alle 2,30 del pomeriggio,impastava con le mani fino a quando lo stesso si vellutava. Lo lasciava lievitare sino alle 6,30, poi impastava nuovamente e preparava piccole palline. Le stendeva con il mattarello,le condiva, vi garantisco così a Roma non si gustano più. Poi cambiai ad andai a lavorare in in un ristorante sempre in via Gregorio VII,entrai come aiuto cuoco e pizzettaro (scusate il dialetto) C'era una cuoca romana,mi insegnò un piatto che a Roma non fa più nessuno - tonnarelli Vecchia Roma(un giorno vi farò partecipi di questa grande ricetta),ricordate Antò, me diceva sempre:tu che hai qualità, quando cucini piatti romaneschi devi usare lo strutto dosato bene,e per i fritti lo strutto vegetale,l'olio extravergine usalo solo per condire a crudo. Era il 1973 il mio stipendio mensile di 120.000 lire. Di seguito,sempre per la fame di sapere,mi impiegai presso il Ristorante dei Pontefici. Lavoravo con la titolare,la mattina aiutavo su tutte le preparazione,il pomeriggio mi fermavo,preparavo l'impasto per le pizze alla maniera molisana,e se necessario anticipavo le preparazioni per il giorno successivo. Non finirò mai di ringraziarla era abruzzese,imparai tutta la sua cucina. Esperienza di vita unica,pasta ripiena,secondi tradizionali,pasta fatta a mano,consistenza,qualità etc. Il mio stipendio mensile 190.000 lire. Poi sono diventato proprietario, in comunione con la mia faglia di un ristorante che si trovava al quartiere Flaminio - Da Sergio alla Romanina - E tutta la mia esperienza la misi al servizio degli altri. Finalmente avevo il tempo di studiare,il pomeriggio andavo a scuola presi la licenza media - il diploma in ragioneria - e lingue - mi specializzai su 5 tipi di cucina,la passione non ti abbandona mai. La prima in assoluto, alto e basso Lazio,Toscana,Ligure,Piemontese e Sarda. Lasciai la cucina,per imparare a gestire la sala.Penso che se quello che proponi e buono, ma la gestione della sala e di basso profilo, cucinare bene non ha senso,tutto si deve compensare,qualità,servizio,accoglienza,cortesia,allegria conviviale e prezzi giusti. Non volevo scrivere un libro,ma giusto per fornirvi una conoscenza più dettagliata su me stesso, e su quelle esperienze che maturano il carattere. Bragging rights Cuoco più Direttore di Albergo I classe A ispettiva

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