PACE O GUERRA _ LIBERTÀ’ O SCHIAVITU’ _ IGNORANZA O FORZA

Entrare ai margini dell’arena politica italiana non come politici ma come Soldati.
Non abbiamo la più lontana intenzione di fare gli uomini politici, di intraprendere una carriera politica.
Entriamo nella vita pubblica non spinti da un programma politico o dalla volontà di attuarlo, ma animati dal desiderio di costruire un CORPO,
Oggi assente in seguito all’ignoranza instaurata nel nostro Paese.
Noi possediamo talento organizzativo, possediamo l’istinto delle necessità e delle esigenze.
Qualcuno dice che siamo ambiziosi- molti gruppi e movimenti non pubblicano ciò che scriviamo –
Purtroppo lo siamo poco; un difetto, perchè i capi politici riescono ad imporsi solo se sono animati da una forte ambizione personale.
L’altruismo e dedizione ad un idea sembra non sia sufficiente.
Nella nostra guerra politica sul web, all’inizio eravamo poco obiettivi, troppo passionali.
Nelle polemiche con con gli avversari, ci lasciavamo trascinare dallo stato d’animo del momento e con spirito di soldati vedevamo nell’avversario un nemico da annientare, per cui esageravamo.
Abbiamo imparato a contrastare gli avversari, con argomentazioni in maniera educata senza trascendere, non dando peso ai loro sproloqui.
Noi rispettiamo la Costituzione della Repubblica, la teniamo in tasca come un’arma d’offesa, contro i liberisti democratici.
Essa è l’ultima roccaforte, l’ultima trincea, l’ultima barricata contro chi vuole distruggere il Paese.
La propaganda bugiarda, falsa, ingannatrice dei partiti che governano il paese ci dipinge come: Nazionalisti, Popolari, Fascisti, solo perchè amiamo il nostro paese.
Oggi siamo costretti ad osservare gli eventi da un angolo ristretto, conditi di menzogne di bugie.
Noi siamo partecipi delle sorti dei popoli dell’Europa che lottano come Noi per la libertà e la civiltà, maturammo in Noi tempo addietro,
la consapevolezza degli stretti vincoli che univano fra loro i popolo di questo continente, la visione di un Europa politicamente e culturalmente unita.
Nacque in noi un sentimento che potremmo definire patriottismo europeo.
Oggi l’Europa ha intrapreso una strada distruttiva per il suo futuro.
Ha adottato il liberismo democratico di stampo americano, ha perso l’opportunità di seguire le sue radici storiche e culturali, importando e obbligando
i popoli ad un integrazione forzata, non voluta dalla maggioranza dei propri cittadini.
Essa nel breve periodo porterà distruzione, ghettizzazione dei nuovi venuti.
Sorgeranno ghetti afroitaliani, afromussulmani, con conseguenze catastrofiche per la nostra società.
Dove l’unico scopo sarà la sopravvivenza, conquisteranno il loro territorio e la delinquenza prenderà il sopravvento.
E un domani non lontano Francesco si chiamerà Mohamed, e l’afroitalianomussulmano prenderà vigore.
QUESTO E QUELLO CHE VOLETE?
Il futuro, un cieco lo vede, pieno di privazioni, di violenza, di povertà e di miseria.
Non venderemo la nostra Patria, la nostra Cultura, la nostra Fede.
Scegliamo la Guerra _ la Libertà _ la Forza
Tutto risorge nel Paese

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Informazioni su laportasocchiusa

Ho iniziato questa passione da piccolo dalle basi come comi di cucina,lavare i piatti,preparare le verdure e pulire in continuazione. Introduction La passione è nata quando,come si dice marinavo la scuola e dalla dispensa della cucina di mia madre prendevo un po di olio,sale pepe e tre fette di pane e 2 pomodori da insalata, per la merenda. Mi ricordo che trovai una padella di ferro,la lavai e al Giannicolo il monte di Roma, dato che abitavo in vicolo del Leopardo al n.ro 2,mi preparai per la prima volta,come se dice a Roma n'a frega de bruschette ar pomodoro. Trastevere il quartiere più popolare di Roma negli anni 60. Eravamo come si dice popolani,mia madre mi lavava il calzoncini la sera per averli puliti la mattina. Si faceva merenda con una rosetta bagnata con l'acqua e po di zucchero. C'era fame e un amico di mio padre ci regalo un sacco di lenticchie,tre mesi a mangiare le lenticchie in tutti i modi possibili. Bisognava aiutare la famiglia per cui si iniziava presto a lavorare. Da ragazzino andavo spesso in un ristorante che si trovava vicino a piazza Ippolito Nievo,di fronte abitava un mio compagno di scuola agli Orti di Trastevere,vivevano ancora nelle baracche,io ero più fortunato. Insomma al ristorante lavavo e asciugavo bicchieri e tazzine,oggi ci sono le lavastoviglie.Ogni tanto mi si aggrippa un po la mano,sarà per non farmi dimenticare da dove provengo. La scuola di vita divenne importante nel lavoro che seguì. Lavoravo (premesso che se volevi imparare il mestiere in quel periodo non ti pagavano) presso il ristorante pizzeria Romolus era situato sotto il Ponte del Papa,via Gregorio VII e imparai a fare le PIZZE, lo in maiuscolo perché la pizza prima era un'altra cosa. Chi mi insegnò era un pizzaiolo molisano,azzo era proprio bravo. Preparava l'impasto per la sera alle 2,30 del pomeriggio,impastava con le mani fino a quando lo stesso si vellutava. Lo lasciava lievitare sino alle 6,30, poi impastava nuovamente e preparava piccole palline. Le stendeva con il mattarello,le condiva, vi garantisco così a Roma non si gustano più. Poi cambiai ad andai a lavorare in in un ristorante sempre in via Gregorio VII,entrai come aiuto cuoco e pizzettaro (scusate il dialetto) C'era una cuoca romana,mi insegnò un piatto che a Roma non fa più nessuno - tonnarelli Vecchia Roma(un giorno vi farò partecipi di questa grande ricetta),ricordate Antò, me diceva sempre:tu che hai qualità, quando cucini piatti romaneschi devi usare lo strutto dosato bene,e per i fritti lo strutto vegetale,l'olio extravergine usalo solo per condire a crudo. Era il 1973 il mio stipendio mensile di 120.000 lire. Di seguito,sempre per la fame di sapere,mi impiegai presso il Ristorante dei Pontefici. Lavoravo con la titolare,la mattina aiutavo su tutte le preparazione,il pomeriggio mi fermavo,preparavo l'impasto per le pizze alla maniera molisana,e se necessario anticipavo le preparazioni per il giorno successivo. Non finirò mai di ringraziarla era abruzzese,imparai tutta la sua cucina. Esperienza di vita unica,pasta ripiena,secondi tradizionali,pasta fatta a mano,consistenza,qualità etc. Il mio stipendio mensile 190.000 lire. Poi sono diventato proprietario, in comunione con la mia faglia di un ristorante che si trovava al quartiere Flaminio - Da Sergio alla Romanina - E tutta la mia esperienza la misi al servizio degli altri. Finalmente avevo il tempo di studiare,il pomeriggio andavo a scuola presi la licenza media - il diploma in ragioneria - e lingue - mi specializzai su 5 tipi di cucina,la passione non ti abbandona mai. La prima in assoluto, alto e basso Lazio,Toscana,Ligure,Piemontese e Sarda. Lasciai la cucina,per imparare a gestire la sala.Penso che se quello che proponi e buono, ma la gestione della sala e di basso profilo, cucinare bene non ha senso,tutto si deve compensare,qualità,servizio,accoglienza,cortesia,allegria conviviale e prezzi giusti. Non volevo scrivere un libro,ma giusto per fornirvi una conoscenza più dettagliata su me stesso, e su quelle esperienze che maturano il carattere. Bragging rights Cuoco più Direttore di Albergo I classe A ispettiva

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