E SOLO UNA STORIA ROMANA _ CADE LA NEVE ER PAPA MORE

Il freddo intenso, il gelo che taglia come la lama di un coltello, un piccolo braciere per scaldarsi ormai spento.
I brividi che invadono tutto il corpo, niente scuola, la neve cade.
Era la prima volta che la vedeva, il suo cuore si riempiva di felicità, sarebbe uscito con il fratello, avrebbero giocato a palle di neve, fatto un pupazzo.
Uscire, eccolo lì con le braccia tese, i palmi delle sue mani rivolti verso il cielo, sentire al tatto i fiocchi che baciano le sue mani.
Una sensazione unica.
Le scarpe di cuoio fradice, il freddo, il gelo nelle mani invase tutto il suo corpo, si ammalò.
Ma quanta neve quel 9 febbraio del 1965.
Il panico in una città non preparata a questa calamità.
Scuole chiuse, niente telefoni, niente tram, niente elettricità.
Tutto si fermò, solo San Pietro fu risparmiata.
Il Papa buono, date una carezza ai vostri bambini e dite loro che questa è la carezza del Papa.
A Roma si chiama “lecca-muffi”, più che carezze sono schiaffi a cinque dita, quando li prendeva non piangeva mai.
Che tipo di carattere, non piange che forza d’animo, che rivalsa si chiama animo puro.
Colui che non accetta le avversità della vita, ci mette la rabbia, la forza, la costanza, così maturano i veri UOMINI.
Maturano nella sofferenza, nelle privazioni e nelle avversità.
Oggi siamo pieni di uomini, ma pochi sono quelli che riescono ad essere veri.
Il sogno, era lì davanti al sagrato di San Pietro, vide tre bare, alla sua destra riposava il Papa, al centro la bara era chiusa e alla sinistra c’era Lui.
Il quel momento il Papa Buono era morto anche per lui.
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E’ SOLO UNA STORIA ROMANA _ ER NATALE